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  • on 13.08.2009
  • at 01:50 PM
  • by denise
ago13

Grappa a ferragosto 0

istitutotutelagrappatrentinoChi ha detto che una buona grappa non si puo’ bere anche a ferragosto? E’ quanto emerge da un’analisi sui consumi che l’Istituto di Tutela della Grappa Trentina ha compiuto per capire in che direzione vanno le tendenze dei consumatori del distillato italiano per eccellenza.

Se la grappa fino ad oggi e’ stata sinonimo di bevanda da camino acceso e temperature invernali, i consumatori piu’ attenti possono smentire la credenza e affermare che non soltanto si puo’ bere grappa anche in estate, se nella corretta maniera, ma addirittura c’e’ chi osa nel proporre cocktail a base di acquavite.

”In Trentino -afferma il presidente dell’Istituto, Beppe Bertagnolli- la grappa da sempre si beve in tutto l’anno ma dalla nostra analisi sui consumi risulta che negli ultimi anni anche nei periodi piu’ caldi e soprattutto non solo in montagna i consumatori non disdegnano un bicchiere di grappa”.

Nonostante la grappa non si possa bere con l’aggiunta di ghiaccio che rovinerebbe l’intensita’ del gusto, tuttavia alcune grappe, soprattutto quelle piu’ giovani, morbide e aromatizzate, possono essere consumate nei mesi estivi ad una temperatura leggermente piu’ fresca rispetto a quella ambiente. A dimostrarlo una recente indagine di mercato compiuta da Talos-Am per conto dell’Istituto di Tutela della Grappa Trentina dalla quale si evince che se prima il consumo di grappa era soprattutto legato alla fine dei pasti come digestivo o ammazza caffe’, oggi la grappa viene scelta anche per accompagnare conversazioni dopo cena o nei locali di tendenza e non necessariamente nei periodi invernali. Insomma un ulteriore elemento che aiuterebbe la grappa italiana, trentina in particolare, ad accrescere il proprio appeal nel mercato italiano, oltre che in quello internazionale dove e’ molto apprezzata.

Sempre secondo l’indagine della Talos-Am, almeno il 30% degli italiani consumerebbe grappa in maniera regolare. Un dato importante e soprattutto con un grande potenziale visto che secondo lo studio oltre il 75% degli italiani conosce l’acquavite. In generale piace di piu’ la grappa bianca morbida, anche se negli ultimi anni e’ cresciuto sensibilmente il numero dei consumatori che scelgono grappe invecchiate. L’identikit del consumatore di grappa e’ cambiato nel tempo, secondo l’Istituto, grazie anche ai notevoli sforzi in comunicazione da parte dei produttori stessi.

”Non esiste piu’ l’idea del produttore chiuso in distilleria -spiega il presidente Bertagnolli- oggi i nostri distillatori sono piccoli imprenditori che fanno della loro tecnica e sapienza dell’arte del distillare un elemento che porta valore aggiunto al prodotto e il consumatore questo lo percepisce sempre di piu”’.

Non solo uomini, ma anche donne (sempre di piu’ negli ultimi anni) e giovani che al posto dei soliti super alcolici cominciano ad apprezzare i distillati di qualita’ quali le grappe. Tra i motivi principali che spingono a bere grappa il gusto di questo prodotto, ma anche il retrogusto persistente delle grappe piu’ invecchiate.

(Adnkronos/Labitalia)

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