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  • on 23.10.2009
  • at 03:59 PM
  • by denise
ott23

Enoteca Grado12, due appuntamenti con Arte e Vino 0

grado12_logo_minAll’ enoteca Grado12, due importanti appuntamenti con Arte e Vino. Venerdì 23 ottobre, dalle 18 alle 20, in Enoteca verrà inaugurata la nuova Mostra  “Gianni Pellegrini / Giacenza della verità “(che rimarrà aperta fino al 30 gennaio 2010) e si svolgerà l’incontro con Angela Velenosi  di Ascoli Piceno.

Gianni Pellegrini – Giacenza della verità -
Per le persone che in un luogo inusuale, come l’enoteca Grado 12 di Trento, incontrano le opere di importanti artisti italiani credo di poter dire, con le parole di un musicista come Stravinskij, che per la massima libertà creativa funzioni un campo limitato e circoscritto per esprimere un’idea nuova: ciò vale sia per la mostra di Carlo Nangeroni e le sperimentazioni sulla forma prima del cerchio (primavera 2009) sia per questa che ci accingiamo ad inaugurare con opere di Gianni Pellegrini, artista di Riva del Garda (1953), esponente già negli anni Settanta di Astrazione Oggettiva, artista di “mestiere” che può essere accostato ai protagonisti più conosciuti della “pittura analitica” per il rigore compositivo e per lo stile che procede per minimi codici verso esiti di grande complessità. “…il linguaggio musicale esigeva una certa forma convenzionale che costringesse la musica entro limiti severi impedendole di divagare in improvvisazioni d’autore, spesso deleterie per l’opera. Io mi sono posto volutamente nell’ambito di questi limiti per il fatto di avere scelto un linguaggio verificato dal tempo e, per così dire, da esso riconfermato. La necessità di una limitazione, di un passo assunto deliberatamente ha radici nel profondo della nostra stessa natura e non riguarda solo il campo artistico, ma tutte le manifestazioni consce dell’attività umana. E’ un’esigenza di ordine senza cui non si può creare nulla, senza cui tutto si disgrega.
Ma ogni ordine esige delle costrizioni. Sarebbe ingiusto vedere in questo un ostacolo alla libertà. Anzi, un campo limitato, circoscritto aiuta a far fiorire questa libertà impedendole di degenerare in una deleteria sregolatezza.”
Va dato atto a Gianni Pellegrini di aver mantenuto nella sua ricerca una coerenza di impostazione nell’arco di questi ultimi decenni, dai primi quadri bianchi graffiati alle linee e campiture verticali, dagli “adombrati” fino alle “cadute” titolo di opere recenti. E la valenza delle parole di Stravinskij la si coglie tutta nello iato quasi didattico che separa la festa del colore nei pastelli qui presenti, nella immediata annotazione segnica dei disegni dove si avvertono i rumori, gli odori e la concretezza di un corpo mobile emozionale, dalla più
meditata e sofferta pittura.
Il tempo della preparazione della tela è il tempo dell’attesa e della presa di coscienza che i segni che rivelano il nostro essere sembrano “senza significato” (per usare un’espressione cara ad Holderlin). A consumo lento si fa strada non il farsi delle ore e dell’affanno, ma il disfarsi dell’ora, vera malinconia della sera che non nega il segno – gli stessi detriti si distendono, giacciono, senza sovrapporsi, in una ordinata postura – ma aggiunge un velo che avvolge l’avvolto in un odore di terra bagnata marcescente, ricompone un nuovo rapporto con il tempo e le cose. E’ il vecchio motivo del conciliare heideggeriano di “essere” e “abisso” che il pittore risolve in voluti velati ricercatissimi non colori che per grazia continuano a rapportarsi con la luce, luce che non si confonde con ciò su cui cade, ma pervade l’intera composizione.
Ogni opera di Pellegrini rivela un microcosmo chiusoassolutoprecipitato che, come dopo una marea, il tempo del ritrarsi assesta, mostra le tracce del passaggio e della mescolanza -giallo, rosa, arancio, blu…che dimorano sui telai – fino a raggiungere quel color di tenebra che ha deciso di attraversare. Più che “il farsi del falso” è “il ritrarsi del vero su di sè” (Michele Ranchetti) che interessa e inquadra con una certa forza e costanza la sua poetica.
Nicola Loizzo – Associazione Dodecaedro

ENOTECA GRADO 12
Largo Carducci, 12 – 38100 – Trento
tel. 0461.982496 – fax. 0461.983897
e-mail: grado12.tn@libero.it

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